La formazione iniziale in Brasile, Africa e Asia

La formazione iniziale in Brasile, Africa e Asia
15 luglio 2016

LA FORMAZIONE IN BRASILE
A partire dalle ore 11:30 e per tutto la seconda parte della giornata del 15 luglio, l'assise capitolare è impegnata nella conoscenza della Formazione iniziale in Brasile, Africa e Asia. La prima sorella ad intervenire è Sr Lucia Neve INGROSSO, Responsabile della formazione in America latina (Brasile e Paraguay), che introduce la sua relazione dicendo che le nostre periferie sono le giovani in formazione e ovviamente luogo della nostra missione, perché entrare nel cuore dell’altro è un compito arduo. L’azione formativa è guidata dallo Spirito di Dio e i formatori sono solo Suoi strumenti. La sorella dà una lettura oggettiva della realtà formativa.Mette in evidenza alcuni aspetti del mondo giovanile brasiliano, partendo dal contesto familiare da cui provengono le giovani, spesso non strutturato. Questo elemento rende prolungato il percorso perché la base umana si presenta fragile. Infatti, dopo un periodo di due anni in cui il Noviziato è stato vacante, attualmente si registra una ripresa con la presenza di cinque novizie, due postulanti e due aspiranti. Molto valido risulta essere il lavoro in équipe che da alcuni anni si sta attuando nella Casa di formazione in Brasilia con compiti definiti, con un accompagnamento psicologico vocazionale. La ricchezza dell’équipe formativa è la distinzione dei ruoli, il sostegno reciproco, la corresponsabilità e la visione olistica della candidata. Per quanto riguarda il lavoro formativo si segue nelle linee progettuali, la Ratio Formationis dell’Istituto che si applica in tutti continenti adattandola al contesto specifico. Per la metodologia si utilizza nelle prime fasi (aspirandato, postulato, noviziato) il criterio direttivo prevalente su quello indicativo-orinetativo, mentre, per la fase dello Juniorato, quello indicativo ha la prevalenza. Questo orientamento è stato frutto della formazione dei formatori guidata dallo psicoterapeuta, don Giovanni Pezzuto. Suor Lucia Neve, prima di concludere il suo intervento, ringrazia la rev. da Madre generale e il suo Consiglio per aver fatto partecipare al Seminario internazionale nell’aprile 2015 in Roma la consorella psicoterapeuta Sr Elzabeth Dourado che svolge un prezioso servizio nella formazione alle giovani del Brasile e on- line alle juniores dell’Italia, insieme con Sr Marie Jeanne aiutante nella formazione in Africa.

LA FORMAZIONE IN AFRICA
Nel pomeriggio, alle ore 16.00, a relazionare sulla situazione della formazione in Africa è Sr Perpetue MUSABIYMANA, che mette in evidenza alcuni elementi che inducono alla speranza: il numero crescente di candidate nella formazione, la provenienza delle stesse da paesi diversi (Benin, Burkina Fasu, Camerun e Tanzania), l’esperienza dell’intercultura come dono e risorsa, la formazione inter-congregazionale che inserisce le giovani a contatto con altri gruppi. Sussistono alcune difficoltà: mancanza di spazi per la formazione nell'Istituto, per cui è necessario realizzare la d Casa di formazione separata dalla realtà scolastica, sul terreno acquistato in Rilima, a 30 Km da Nyamata; l’urgenza di lavorare in équipe perché la giovane possa essere accompagnata da più figure, indispensabili per seguire le candidate nelle diverse tappe; la mancanza di sacerdoti che accompagnino le giovani nella direzione spirituale. Per quanto riguarda gli obiettivi, la metodologia e i contenuti si seguono le indicazioni della Ratio Formationis. L’aspirandato si svolge nel centro di Nyamata, mentre il postulato e noviziato nell’istituto scolastico di Kigali, a cui è annessa la Casa di formazione. Le giovani provengono da famiglie allargate e con basi religiose deboli perché spesso le famiglie rivelano una commistione di religioni e questo elemento postula tempi più lunghi.

LA FORMAZIONE IN ASIA
La responsabile, Sr Sandra do Soccorro SILVA DOS SANTOS afferma che nelle Filippine la pastorale vocazionale si svolge in prevalenza nelle scuole ma, prima di potervi accedere occorre iscriversi al Centro nazionale vocazionale che fornisce una tessera da rinnovare annualmente. Ci si sposta da un’isola all’altra, in gruppo composto da religiose di diversi Istituti e talora anche da laici che presentano la vita consacrata laicale e familiare. Nella diocesi di Antipolo, in cui la comunità religiosa è inserita, la situazione economica e sociale è abbastanza positiva e si assiste al fenomeno d' impedimento da parte della famiglia ad accettare che la propria figlia entri in un istituto religioso. La ragione è da rinvenire nella cultura del posto, secondo cui la giovane che ha studiato o che lavora deve preoccuparsi di donare il suo aiuto ai fratelli minori. Attualmente, segno della Bontà del Signore verso la nostra famiglia religiosa, è la presenza di due giovani, di cui una filippina e l’altra indonesiana entrate in Postulato. Siamo agli inizi ma siamo coscienti che il cammino formativo richiede tempi lunghi e non può essere assolutamente abbreviato. Il motto, spesso, ripetuto dai formatori del posto: “Non abbiate fretta, la formazione richiede tempi lunghi, andate adagio e poi raccoglierete i frutti”. Le difficoltà sono dovute alla diversità di cultura e di formazione, al condizionamento delle diffuse credenze popolari che rallentano il cammino di crescita personale e spirituale.
Suor Sandra conclude il suo intervento ringraziando la Madre e il Consiglio per il sostegno umano, morale, spirituale e finanziario e afferma che l’esperienza della missione in Asia è un dono prezioso che il Signore le ha offerto.