12 giugno: Giornata Mondiale contro il lavoro minorile

12 Giugno 2013

Dal Rapporto Unicef risulta che 150 milioni di bambini (fra i cinque e i quattordici anni) sono costretti a lavorare e impiegati nelle forme peggiori di lavoro - come quelle che prevedono carichi pesanti, contatto con sostanze chimiche o velenose e un orario di lavoro prolungato (spesso anche di notte). Oltre il 60% risulta impiegato nell'agricoltura; il 7% nell'industria e il 16% nei servizi.
Nell'Africa subsahariana, più di un terzo dei bambini è costretto a lavorare, mentre in quella occidentale oltre 300.000 minori vengono venduti a bande di criminali senza scrupoli, che li costringono a lavorare come domestici, nei campi, nelle miniere, nei mercati. Tra le cause principali che aggravano il fenomeno, la povertà, la richiesta di mano d'opera, le famiglie sempre più sgretolate, i conflitti e le disparità sociali. "Il lavoro minorile è sia causa che conseguenza della povertà e del disagio sociale". "Se è vero che la povertà è il seme del problema, bisogna intervenire per spezzare il circolo vizioso povertà, lavoro minorile, ignoranza, povertà" - così conclude il documento.
L'impegno non può essere che sul piano dell'istruzione, che è l'arma migliore per allontanare lo spettro di un'ignoranza che è in primis non conoscenza dei propri diritti e delle proprie potenzialità, e sulla diffusione della cultura della responsabilità sociale d'impresa. Il lavoro domestico dei minori è una forma nascosta di sfruttamento, cui spesso si legano fenomeni di abuso, rischi per la salute e vari tipi di vessazioni e di violenze.
Come persone e consacrate, che operano nel mondo della scuola, della promozione dell’uomo, dell’inserimento sociale ed ecclesiale del disabile, la nostra azione è rivolta al rispetto dei diritti fondamentali dei bambini, delle giovani sfruttate e delle donne maltrattate. Diamo il nostro piccolo contributo perché crediamo che l'educazione e l'istruzione sono la prima ricchezza dell'uomo.