XXI Giornata Mondiale della Vita consacrata

2 febbraio 2017

Giovedì 2 febbraio, festa della presentazione del Signore al tempio, si celebra la XXI Giornata mondiale della vita consacrata. Celebrare la Giornata della vita consacrata vuol dire fare memoria della bellezza e ricchezza della vita consacrata nella Chiesa e nella società. Ricordiamo le parole che papa Francesco nel suo magistero ha rivolto a tutti i consacrati: innanzitutto l’invito a essere “profetici”, testimoniando che è possibile vivere in un modo diverso in questo mondo. Il Papa chiede ai consacrati di “svegliare il mondo”, di scuotere la società dal torpore e dall’inerzia, soprattutto dalla abitudine di fronte alla sofferenza di tanti fratelli. La vita fraterna in comunità deve contestare l’individualismo imperante del nostro tempo ed essere segno della comunione trinitaria, ricordando a tutti che siamo stati voluti da Dio per vivere in comunione gli uni con gli altri. Non c’è nulla di più contradditorio di una vita consacrata autoreferente, centrata su di sé. Vale in particolare per i consacrati riconoscere che ciascuno ha «una missione su questa terra» e che dobbiamo sentirci «marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare» (EG 273).
Papa Francesco è realista quando parla della vita consacrata, conosce il suo travaglio, l’invecchiamento di tante comunità, le crisi di tante vocazioni, ma crede anche nella forza dirompente dello Spirito. Il nostro è tempo indubbiamente di riforma: ritrovare la forma evangelica e csostruire comunità pasquali e gioiose. Per questo occorre essere «custodi dello stupore», sull'esempio dei «nostri fondatori che sono stati mossi dallo Spirito e non hanno avuto paura di sporcarsi le mani con la vita quotidiana, con i problemi della gente, percorrendo con coraggio le periferie geografiche ed esistenziali. Hanno avuto sempre nel cuore una sana inquietudine per il Signore, un desiderio struggente di portarlo agli altri» Ecco il duplice concetto di esodo di cui parla spesso Papa Francesco; esodo dal centralismo di sè e esodo verso le periferie esistenziali, sociali e geografiche, dove la gente soffre e muore pper la fame di Dio e per la indifferenza dei fratelli.