Un Sinodo per la famiglia

05 OTTOBRE

Curare la vigna del Signore, basta cupidigia potere!
Nella messa inaugurale del Sinodo dei Vescovi nella basilica vaticana, papa Francesco ha evocato durante l’omelia l'immagine della "vigna del Signore", diventata celebre all'inizio del Pontificato di Benedetto XVI, quando il neo-eletto papa Ratzinger dalla loggia centrale di San Pietro se ne definì "umile lavoratore". "Nel Vangelo sono i contadini a rovinare il progetto del Signore: essi non fanno il loro lavoro, ma pensano ai loro interessi". Per il Pontefice, "Gesù, con la sua parabola, si rivolge ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo, cioè ai 'saggi', alla classe dirigente. Ad essi in modo particolare Dio ha affidato il suo 'sogno', cioè il suo popolo, perché lo coltivino, ne abbiano cura, lo custodiscano dagli animali selvatici". "Questo è il compito dei capi del popolo - ha proseguito -: coltivare la vigna con libertà, creatività e operosità. Dice Gesù che però quei contadini si sono impadroniti della vigna; per la loro cupidigia e superbia vogliono fare di essa quello che vogliono". "La tentazione della cupidigia è sempre presente": "cupidigia di denaro e di potere . E per saziare questa cupidigia i cattivi pastori caricano sulle spalle della gente pesi insopportabili che loro non muovono neppure con un dito".
il Pontefice ha sottolineato che "anche noi, nel Sinodo dei Vescovi, siamo chiamati a lavorare per la vigna del Signore". "Le Assemblee sinodali - ha spiegato - non servono per discutere idee belle e originali, o per vedere chi è più intelligente... Servono per coltivare e custodire meglio la vigna del Signore, per cooperare al suo sogno, al suo progetto d'amore sul suo popolo". In questo caso, ha proseguito, "il Signore ci chiede di prenderci cura della famiglia, che fin dalle origini è parte integrante del suo disegno d'amore per l'umanità". "Qui siamo tutti peccatori - ha aggiunto - e anche per noi ci può essere la tentazione di 'impadronirci' della vigna, a causa della cupidigia che non manca mai in noi esseri umani. Il sogno di Dio si scontra sempre con l'ipocrisia di alcuni suoi servitori". "Noi possiamo 'frustrare' il sogno di Dio se non ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo", ha concluso, ma "lo Spirito ci dona la saggezza che va oltre la scienza, per lavorare generosamente con vera libertà e umile creatività".