San Francesco di Sales: "Dio é Dio perchè ci ama"

24 gennaio 2018

Se l’uomo pensa con un po’ di attenzione alla divinità, immediatamente sente una qual dolce emozione al cuore, il che prova che Dio è il Dio del cuore umano.
Non è possibile che un uomo che pensa intensamente a Dio, anche soltanto per riflessione naturale, non provi uno slancio d’ amore, per segreta inclinazione della nostra natura, presente in fondo al cuore.
È verissimo che questo fondo del cuore è riservato a Dio solo e solo lui può penetrarlo.
La volontà ha una tale convenienza con il bene, che appena lo scorge si volge dalla sua parte per compiacersi in lui.
Dio è Dio perché ci ama
Vedi, mia cara Filotea, è certo che il cuore del nostro caro Gesù vedeva il tuo, dall’albero della croce, e l’amava e con quest’amore gli otteneva tutti i beni che tu avrai e tra gli altri, le nostre risoluzioni. Si, cara Filotea, noi possiamo tutti dire come Geremia: O Signore, prima che io fossi, tu mi guardavi e mi chiamavi per nome, poiché veramente la sua divina bontà preparò nel suo amore e nella sua misericordia tutti i mezzi generali e particolari, della nostra salvezza, e di conseguenza le nostre risoluzioni. Si, senza dubbio: come una donna incinta prepara le fasce e la biancheria e anche una nutrice per il bimbo che spera di fare, anche se ancora non è venuto al mondo, così Nostro Signore avendo la sua bontà gonfia e incinta di te, pretendendo di partorirti alla salvezza e di renderti sua figlia, preparò sull’albero della croce tutto ciò che occorreva per te: la tua culla spirituale, la tua biancheria e le tue fasce, la tua nutrice e tutto ciò che era conveniente alla tua felicità. Sono tutti i mezzi, le attrazioni, le grazie con le quali egli conduce la tua anima e la vuol trarre alla sua perfezione.
Ah, mio Dio! Come dobbiamo profondamente custodire tutto ciò nella memoria: è possibile che io sia stata amata e tanto dolcemente amata dal mio Salvatore, che stava pensando a me in particolare e in tutte le piccole circostanze con le quali mi ha attratta a lui? E quanto dunque dobbiamo amare, aver caro e ben usare tutto questo per la nostra utilità! Ciò è ben dolce: quest’amorevole cuore del mio Dio pensava a Filotea, l’amava e le procurava mille mezzi di salvezza, come se non avesse avuto altra anima al mondo cui pensare, proprio come il sole che illuminando un luogo della terra non lo illumina meno di un altro, come se illuminasse quello solo; infatti, Nostro Signore pensava e si curava di tutti i suoi cari figli, in modo che pensava ad ognuno di noi come se non avesse dovuto pensare a tutto il resto. Egli mi ha amato, dice san Paolo, e si è donato per me (Gal.2, 20), come se dicesse: per me solo, come se non avesse fatto niente per il resto. Ciò, Filotea, deve essere impresso nella tua anima, per avere ben caro e nutrire il tuo proposito che è costato così caro al cuore del Salvatore.
Considera l’amore eterno che Dio ti ha portato, perché già prima che Nostro Signore Gesù in quanto uomo soffrì in Croce per te, la sua divina Maestà aveva te in progetto nella sua sovrana bontà e ti amava estremamente. Ma quando cominciò ad amarti? Cominciò quando cominciò a essere Dio. E quando cominciò a essere Dio? Mai perché lo è stato sempre senza inizio e senza fine e così egli ti ha amato fin dall’eternità; per questo ti preparava le grazie e i favori che ti ha fatto.
San Francesco di Sales, Introduzione alla Vita devota, V, 13-14

L’amore è la vita del nostro cuore e come il contrappeso muove tutti i pezzi mobili di un orologio, così l’amore dà all’anima tutti i movimenti che lei ha. Tutti i nostri affetti seguono il nostro amore e secondo questo noi desideriamo, ci dilettiamo, speriamo, ci disperiamo, temiamo, ci incoraggiamo, odiamo, fuggiamo, ci rattristiamo, andiamo in collera, trionfiamo.
…Quando dunque il divino amore regna nei nostri cuori egli sottomette realmente tutti gli altri amori della volontà e quindi tutti gli affetti di questa che naturalmente seguono gli amori; poi doma l’amore sensuale e riducendolo alla sua obbedienza trae appresso a questo tutte le passioni sensuali. Insomma questa sacra dilezione è l’acqua salutare della quale Nostro Signore diceva: Chi berrà l’acqua che gli darò non avrà mai sete. No, veramente, Teotimo, chi avrà l’amor di Dio un po’ abbondantemente non avrà più né desiderio, né timore, né speranza, né coraggio, né gioia se non per Dio, e tutti i suoi movimenti saranno racchiusi in questo solo amore celeste.
San Francesco di Sales, Trattato dell’amor di Dio, XI, 20

IL MIO AUGURIO, CARISSIME SORELLE: CRESCIAMO NELL'AMORE DI DIO E SAREMO FELICI!