Roma: Seminario dei Movimenti Laici Smaldoniani

10 novembre 2018

Costruire la cultura della prossimità:utopia o realtà? Questo è stato il tema del Seminario di studio e confronto dei Movimenti Laici Smaldoniani, che si è svolto nella Sala Auditorium della Curia Generalizia della Congregazione delle Suore Salesiane in Roma. Un richiamo ad uno stile di vita difficile sì ma necessario, oggi…
In un momento in cui politica, cultura e società sono messi a rischio da sgomento, perplessità e demagogie, nell’era dei bisogni sempre più urgenti, delle nuove forme di povertà e delle situazioni d'emergenza che divengono ormai parte della quotidianità di ciascun uomo, c’è bisogno di tornare a riflettere sul farsi prossimo oggi, nel nostro presente di cristiani.
Attraverso le relazioni, più che attuali, del Dott. Bruno Gennaro e dell’Avv. Laura Orsatti, che hanno approfondito rispettivamente i concetti di prossimità a livello etico-sociale e giuridico, con gli interventi dei presenti, il farsi prossimo non deve essere nient’altro che uno stile di vita per ogni cristiano, un criterio attraverso il quale interpretare la realtà sociale, rileggere il rapporto con la politica, i diritti, la giustizia. Essere segno della carità, dell’amore gratuito e paziente, per sostenere la pace e la giustizia, per affrontare il lavoro, l’ambiente e l’impegno politico. Farsi prossimo per educare la comunità alla carità, per rispondere ai problemi sociali con iniziative e servizi… per essere responsabili nei confronti dell’altro e della società. Farsi prossimo è spezzare il modello dell’autoreferenzialità per vivere il valore dell’alterità, riconoscendo l’altro come punto di origine e d’arrivo della propria opera, in ogni momento e azione. La prossimità è quindi la chiave unica per rivelare la dignità umana troppo spesso strumentalizzata, schiavizzata e sminuita.
Uno stile di vita difficile, che trova pienezza e realizzazione solo se si passa attraverso Cristo. E’ qui il rovesciamento che lascia intravedere il cuore ultimo del mistero della carità, imparagonabile a qualsiasi generosità, a qualsiasi filantropia. In questa prospettiva, autenticamente cristiana, ognuno è chiamato non a portare ma ad andare a toccare e curare le piaghe di Gesù nei poveri, nei bisognosi, nelle persone trattate ingiustamente, in quanto il chinarsi e il piegarsi sono l’unica via, il leitmotiv per giungere all’altro e per essere prossimi di ogni uomo… così da avere come traguardo non i propri interessi, ma il bene dell’umanità.