Papa: "Il lavoro dell'orecchio"- in ascolto dei giovani!

9 febbraio 2017

“Il lavoro dell’orecchio”. Con questa espressione, pronunciata a braccio, il Papa ha sintetizzato il compito di “mettersi in ascolto dei giovani”, affidato alla Congregazione per l’Educazione cattolica e al prossimo Sinodo dei vescovi dedicato a loro. “L’uomo non può vivere senza speranza e l’educazione è generatrice di speranza”, ha affermato papa Francesco nel discorso ai partecipanti alla plenaria della Congregazione per l'Educazione cattolica: “L’educazione è un far nascere, è un far crescere, si colloca nella dinamica del dare la vita. E la vita che nasce è la sorgente più zampillante di speranza; una vita tesa alla ricerca del bello, del buono, del vero e della comunione con gli altri per una crescita comune”.
“Sono convinto che i giovani di oggi hanno soprattutto necessità di questa vita che costruisce futuro”, la tesi del Papa, secondo il quale “il vero educatore è come un padre e una madre che trasmette una vita capace di futuro”. “Per avere questa tempra occorre mettersi in ascolto dei giovani, e lo faremo in particolare con il prossimo Sinodo dei vescovi dedicato a loro”, ha assicurato papa Francesco.
L’educazione, poi, “ha in comune con la speranza la stessa ‘stoffa’ del rischio”: “La speranza non è un superficiale ottimismo, nemmeno la capacità di guardare alle cose benevolmente, ma anzitutto è un saper rischiare nel modo giusto, proprio come l’educazione”, le parole del Papa, che ha ringraziato le scuole e le università cattoliche per il “grande contributo alla missione della Chiesa” che danno “quando sono al servizio della crescita in umanità, nel dialogo e nella speranza”, rendendo le istituzioni educative “luoghi ed esperienze di evangelizzazione”.

In un altro passaggio, il Papa ha ricordato che “La scuola e l’università hanno senso pieno solo in relazione alla formazione della persona”. “A questo processo di crescita umana – ha proseguito Francesco – tutti gli educatori sono chiamati a collaborare con la loro professionalità e con la ricchezza di umanità di cui sono portatori, per aiutare i giovani ad essere costruttori di un mondo più solidale e pacifico. Ancor di più le istituzioni educative cattoliche hanno la missione di offrire orizzonti aperti alla trascendenza”. “L’educazione è al servizio di un umanesimo integrale – ha sottolineato il Papa sulla scorta della dichiarazione conciliare Gravissimum educationis – e la Chiesa, quale madre educatrice, guarda sempre alle nuove generazioni nella prospettiva della formazione della persona umana sia in vista del suo fine ultimo sia per il bene delle varie società, di cui l’uomo è membro ed in cui, divenuto adulto, avrà mansioni da svolgere”.