Papa Francesco:l'inclusione del sordo è mentalità e cultura

28-09-2018

In occasione della 60° Giornata Mondiale del Sordo, Papa Francesco, nel Messaggio rivolto direttamente a loro, ha evidenziato le problematche della persona sorda ed ha esortato politici, educatori e operatori a sostenere l'inclusione degli stessi perchè esprimano le loro ricchezze, energie e potenzialitè in un mondo che li includa e non li discrimini. Si riporta testualmente la parte centrale del Messaggio di Papa Francesco:
" In questi decenni sono stati fatti grandi progressi in diversi ambiti, scientifico, sociale, culturale; ma nello stesso tempo si è anche diffusa la pericolosa e inaccettabile cultura dello scarto, come conseguenza della crisi antropologica che non pone più l’uomo al centro, ma ricerca piuttosto l’interesse economico, il potere e il consumo sfrenato (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 52-53). Tra le vittime di tale cultura ci sono le persone più fragili, i bambini che hanno difficoltà a partecipare alla vita scolastica, gli anziani che sperimentano la solitudine e l’abbandono, i giovani che smarriscono il senso della vita e si vedono rubare il futuro e i sogni migliori.
Pensando a voi, vorrei ricordare che essere e fare associazione è in sé stesso un valore. Non siete una somma di persone, ma vi siete associati per vivere e trasmettere la volontà di accompagnare e sostenere chi, come voi, è in difficoltà ma è prima di tutto portatore di una inestimabile ricchezza umana. Oggi c’è molto bisogno di vivere con gioia e impegno la dimensione associativa: essere uniti e solidali, incontrarsi, condividere le esperienze, successi e fallimenti, mettere in comune risorse, tutto questo contribuisce ad accrescere il patrimonio umano, sociale e culturale di un popolo. Le associazioni come la vostra – grazie a Dio in Italia non sono poche – stimolano tutti a fare comunità, anzi, ad essere comunità, ad accoglierci a vicenda con i nostri limiti e le nostre fatiche, ma anche con le nostre gioie e i nostri sorrisi. Perché tutti abbiamo capacità e limiti!
Siamo chiamati insieme ad andare controcorrente, lottando anzitutto perché sia sempre tutelato il diritto di ogni uomo e ogni donna a una vita dignitosa. Non si tratta solo di soddisfare determinati bisogni, ma più ancora di vedere riconosciuto il proprio desiderio di essere accolti e poter vivere in autonomia. La sfida è che l’inclusione diventi mentalità e cultura, e che i legislatori e i governanti non facciano mancare a questa causa il loro coerente e concreto sostegno. Tra i diritti da garantire non vanno poi dimenticati quelli allo studio, al lavoro, alla casa, all’accessibilità nella comunicazione. Per questo, mentre si porta avanti con tenacia la doverosa lotta contro le barriere architettoniche, bisogna impegnarsi per abbattere tutte le barriere che impediscono la possibilità di relazione e di incontro in autonomia e per giungere a un’autentica cultura e pratica dell’inclusione. Questo vale sia per la società civile, sia per la comunità ecclesiale.
Molti di voi hanno raggiunto la propria posizione sociale e professionale, anche di alto livello, con grande fatica a motivo della sordità, e questa è una grande conquista umana e civile. Ma come sono contento quando vedo che voi, come pure altre persone con disabilità, in forza del vostro Battesimo raggiungete tali traguardi anche nell’ambito della Chiesa, soprattutto nel campo dell’evangelizzazione! Questo diventa esempio e stimolo per le comunità cristiane nella loro vita quotidiana.
Auspico che in ogni diocesi voi sordi, insieme con gli operatori pastorali preparati in lingua dei segni, labiolettura e sottotitolazione, collaboriate affinché le persone sorde siano pienamente inserite nella comunità cristiana e cresca in esse il senso di appartenenza. Per questo è necessaria una pastorale inclusiva nelle parrocchie, nelle associazioni e nelle scuole.
Il primo luogo di inclusione è, però, come sempre, la famiglia. Pertanto, anche in questo caso, le famiglie con persone sorde sono protagoniste del rinnovamento della mentalità e dello stile di vita. Lo sono sia in quanto destinatarie di servizi, che doverosamente rivendicano da parte delle istituzioni competenti; sia in quanto soggetti di azione promozionale in ambito civile, sociale ed ecclesiale".