Madre: Un augurio che contagia nella speranza

12 aprile 2020

CARISSIME SORELLE,
Mi sento vicina a ciascuna di voi e sussurro, nel silenzio, al vostro cuore: Buona Pasqua! Diversa dalle altre, certo, ma molto più realistica e vera!
Ѐ servita la pandemia del Coronavirus per prostrarci e scoprire la nostra debolezza, fragilità; essa ha modificato le nostre relazioni, le nostre azioni apostoliche e le stesse tradizioni religiose, di cui abbiamo vissuto il digiuno.
Ma è la vera Pasqua, il passaggio dell’umanità all’altra riva: sperimentare di essere creatura non indipendente, ma bisognosa del Padre Celeste che ci accoglie nella nostra debolezza e povertà, superando il mito dell’onnipotenza che ci ha portato a manipolare e alterare le leggi distruggendo l’armonia del cosmo.
In un istante ci siamo scoperte fragili, dubbiose, disorientate, spaventate e abbiamo richiesto l’aiuto da Dio in una relazione di fiducia e di abbandono; stiamo apprendendo la grande lezione che il vero tempio di Dio è il nostro cuore, la nostra famiglia, le nostre sorelle, superando la concezione rituale, convenzionale di una religiosità abitudinaria, di una relazione fraterna superficiale e non autentica.
Ci scopriamo con un destino unico, in cui si attua la vera globalizzazione perché la pandemia non fa sconti a nessuno, ci coglie di sorpresa senza distinzioni; siamo un’unica famiglia e sta emergendo l’aspetto più bello di una società solidale, di una fraternità gratuita, che per noi religiose, costituisce il cardine della fraternità.
Vogliamo essere cieche? Il Signore risorge per aprirci gli occhi e le orecchie al senso della vita, all’autenticità del rapporto con Lui, alla pace del cuore che genera speranza.
Speciale è allora la Pasqua del 2020, se ci aiuterà a vivere in Cristo come “creature nuove” in una comunità riconciliata e rinnovata, in una società umana all’insegna del servizio e della condivisione reciproca.
Leggiamo i segni dei tempi! Cristo morto e risorto è il più grande segno per noi cristiane e consacrate! Ѐ il segno che allontana la paura, infonde certezza, dà il senso di provvisorietà alla croce perché da essa sprigiona una luce e una potenza di vita nuova. Vi voglio bene con tutto il cuore e ognuna s’impegni a dare uno spazio universale alla preghiera. Suor Ines De Giorgi