Madre: Messaggio alle Sorelle per l'Avvento

29 novembre 2018

RI-TORNA L’AVVENTO

Carissime Sorelle,
con la I Domenica di Avvento inizia il nuovo anno liturgico e la Chiesa pone l’attenzione sull’ orizzonte escatologico del cammino dell’uomo: la fine e il fine della vita. Se la fine terrena è la nostra morte corporale, il fine dell’uomo è il raggiungimento della meta che coincide con il nostro essere destinatari, sin dall’eternità, dell’Amore di Dio, da Cui siamo stati sognati, pensati, creati e salvati per la pienezza della vita.
La liturgia c’invita a vivere la nostra vita inserita nel mistero di salvezza che Dio opera, facendoci superare le visioni miopi e materialistiche di un popolo smarrito nei meandri della storia, della politica, del lavoro, incapace di risollevarsi dalla situazione stagnante di delusione, di disorientamento, di spersonalizzazione.
La vita dell’uomo è un cammino, animato dalla speranza. Tutti siamo in cammino: “la Chiesa, con la sua vocazione e missione, l’umanità intera, i popoli, le civiltà, le culture, tutti in cammino attraverso i sentieri del tempo” (Papa Francesco). Il cammino presuppone una meta, esso è mosso dal desiderio e il passo è sostenuto dalla speranza. Non si può dire ad un uomo di non sperare, sarebbe come chiedergli di non mangiare. L’uomo è l’unico essere portatore di speranza e la meta diviene il coronamento della sua speranza. Ci poniamo speranze effimere che, come meteore, svaniscono e riempiono l’anima di delusione: alcune ci portano “al monte del Signore”, altre ci conducono al “disordine di Babilonia”, emblema del disordine morale e sociale.
“Il cammino degli uomini non è mai concluso». «Come nella vita di ognuno di noi c’è sempre bisogno di ripartire, di rialzarsi, di ritrovare il senso della meta della propria esistenza, così per la grande famiglia umana è necessario rinnovare sempre l’orizzonte comune verso cui siamo incamminati». Qual è questo orizzonte? «L’orizzonte della speranza! Quello è l’orizzonte per fare un buon cammino”(Papa Francesco).
Quando questo orizzonte non si intravvede più perché imbevuti da una cultura materialistica ed edonistica, da una superficialità e mediocrità di vita, ci si aggrappa sugli specchi, in cerca di una felicità effimera, temporanea e deludente. Ma per noi, cristiane e consacrate è chiara la meta: nasciamo dalla sorgente dell’Amore, camminiamo su questa terra vivendo alla Sua presenza, per divenire degne di celebrare le Nozze eterne con l’Amato.
Pertanto, carissime Sorelle, ritorna l’Avvento per invitarci a coltivare alcuni atteggiamenti spirituali:
Ri-appropriarci del canto d’invocazione della Chiesa: “Maranathà, vieni Signore Gesù!” (Cf. Ap 22,17.20) che da “ritornello liturgico” si trasformi in anelito della nostra quotidianità, bisogno della nostra vita, respiro dell'esistenza di tutta la creazione.
Ri-appassionarci all'attesa, come ricerca del continuo camminare di Dio verso di noi, il cui passo non si stanca mai di lasciare impronte, di sporcarsi le mani, di farsi vicino alle nostre fragilità, di darci il Suo perdono quando siamo nel peccato, di condividere con noi la sua vita divina.
Ri-prendere a desiderare ciò che ci manca davvero, ciò di cui il nostro cuore ha più nostalgia, di ricercare il senso della vita, di tessere rapporti di comunione, perché nel nostro cuore siamo “marcati dall’Amore e dalla missione”.
Ri-svegliare in noi l'attenzione della sua presenza negli eventi, cogliendo i segni del suo amore nella nostra vita cristiana, consacrata e comunitaria: egli non è un Dio lontano da noi ma vive in noi e nelle nostre comunità.
Ri-attendere vigilanti l’istante dell’incontro definitivo, con la lampada accesa e il rifornimento dell’olio, attraverso una vita di fede, colma di opere di misericordia.
«Il modello di questo atteggiamento spirituale, di questo modo di essere e di camminare nella vita, è la Vergine Maria. Lasciamoci guidare da lei, che è Madre, è mamma e sa come guidarci. Lasciamoci guidare da Lei in questo tempo di attesa e di vigilanza operosa» (Papa Francesco).
Coraggio e buon cammino verso Betlemme!
Sr Ines DE GIORGI
Madre Generale

Da Ikonda - Tanzania, 29 novembre 2018