Madre: Messaggio ai docenti scuole smaldoniane

28 agosto 2018

Dilette consorelle, carissimi docenti delle scuole smaldoniane d’Italia,
mi scuso di non essere tra voi e partecipare al Convegno Nazionale degli Educatori delle scuole smaldoniane d’Italia, organizzato dalla Consigliera Scolastica Sr Gianfranca Petruzzella, sul tema di grande attualità “Innovare la didattica”
Anche se fisicamente sono lontana, vi sono vicina con il cuore e con l’augurio che l’ anno che sta per iniziare sia vissuto nella “novità di vita e di professionalità” per essere artisti dell’educazione onde incidere sulla formazione delle nuove generazioni.
Vi ringrazio per il contributo che date nel vivere la sfida educativa ai valori in una società che sta perdendo il senso e il fine della vita; vi ringrazio per l’impegno a promuovere, nelle sedi operative dell’Istituto religioso “la cultura dell’incontro” tra di voi, tra gli alunni, carisma specifico della nostra famiglia religiosa che ha come progetto l’inclusione “non come pratica di educazione collaborativa, ma come filosofia dell’uomo, secondo il progetto di Dio. Ribadire , inculcare e far vivere agli alunni il rispetto delle diversità e la possibilità di collaborare e costruire insieme ha un’incidenza notevole in una società che sta prendendo la via della xenofobia, come stile di vita. Vi incoraggio a continuare a percorrere questo cammino, considerando che gli anni dell’educazione infantile e primaria sono decisivi per le basi dello sviluppo dell’uomo.
“Gli insegnanti cristiani, - dice Papa Francesco nel Discorso ai membri dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici - sia che operino in scuole cattoliche sia in scuole statali, sono chiamati a stimolare negli alunni l’apertura all’altro come volto, come persona, come fratello e sorella da conoscere e rispettare, con la sua storia, i suoi pregi e difetti, ricchezze e limiti. La scommessa è quella di cooperare a formare ragazzi aperti e interessati alla realtà che li circonda, capaci di cura e di tenerezza – penso ai bulli –, che siano liberi dal pregiudizio diffuso secondo il quale per valere bisogna essere competitivi, aggressivi, duri verso gli altri, specialmente verso chi è diverso, straniero o chi in qualsiasi modo è visto come ostacolo alla propria affermazione”. (Discorso del 5.01.2018)
Naturalmente l’azione educativa della scuola diviene incisiva se fa l’alleanza con famiglia. Quanto è difficile oggi concordare il patto educativo: scuola famiglia! Esso è rotto o disatteso per una molteplicità di fattori da noi tutti conosciuti.
Dobbiamo trovare le strategie per recuperarlo, ed essere aiutate da una legislazione rispettosa dei ruoli e da una politica saggia. Non ci può essere “buona scuola” se non c’è “buona legislazione”. Una volta tra scuola e famiglia si costituiva un rinforzo reciproco di stimoli positivi, oggi si presentano come fronti contrapposti, pronti a colpevolizzarsi a vicenda. In questa situazione la fatica dell’educatore diventa immane perché manca la “complicità solidale” delle due agenzie educative.
Un terzo elemento da evidenziare è un’educazione integrale da perseguire nella scuola smaldoniana, in cui il discente è aiutato a sviluppare i tre linguaggi della persona: “linguaggio del cuore, della mente e delle mani”.
Carissimi docenti, su ciascuno di voi invoco la protezione di San Filippo Smaldone, educatore d’eccellenza, formatore di una folta schiera di alunni sordi.
La sua audacia, la sua passione, la cura pastorale della carità verso il disabile vi spinga a non demordere dall’impegno sociale ed ecclesiale abbracciato.
“Educare è infatti “una delle arti più appassionanti dell’esistenza e richiede permanentemente di allargare gli orizzonti, di ricominciare e mettersi in cammino in maniera rinnovata” che mette in guardia contro l’assuefazione, che “ci anestetizza il cuore; non c’è capacità di quello stupore che ci rinnova nella speranza; non c’è spazio per l’identificazione del male e per lottare contro di esso”. (Papa Francesco).
Fatelo con sempre maggiore convinzione, apprezzamento e competenza. Il tempo “impiegato” per quest’opera, è tempo “guadagnato” e impreziosito” agli occhi di Dio perché è il tempo della speranza in una società migliore che voi contribuite a costruire. Buon viaggio educativo, con la benedizione del Signore e la protezione del nostro San Filippo Smaldone!
Lecce, 1° settembre 2018
Madre Ines De Giorgi