La fede non va in vacanza

01 luglio 2017

Il periodo di vacanza è il momento nel quale il Signore c’invita a dedicarci di più alla preghiera ed alla riflessione perché c’è più tempo, meno fretta e più tranquillità per curare il nostro spirito al quale, durante il resto dell’anno, spesso non dedichiamo “attenzioni vere”. Gesù conosce bene l’uomo, Egli ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo, si è fatto uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato e da uomo ha conosciuto il caldo e il freddo, la sete e la fame, la stanchezza, la veglia, il sonno, la tristezza, eppure non ha smesso mai di amare gli altri. Se il suo amore per noi non è mai andato in ferie, altrettanto dobbiamo fare noi con Lui attraverso i nostri comportamenti di vita anche nel tempo di vacanza, perché il Vangelo lo si vive in ogni situazione di vita, sia che ci si trovi al mare, in montagna, in città o in giro per il mondo.
Chi sceglie Cristo lo sceglie ogni giorno dell’anno e per tutto l’anno e per tutta la vita. Essere cristiani e religiosi anche in vacanza è quindi una prova di maturità alla quale il Signore ci chiama ed il periodo di riposo deve rappresentare un momento di riflessione per tutti, giovani e meno giovani, affinché, anche nella spensieratezza, ci sia “regolatezza”, divertimento sano e costruttivo, rispetto verso il prossimo, attenzione alla sorella che soffre nel corpo e nello spirito, in nome dell’amore di Dio. Sia allora per tutte noi un’estate di fede matura e di prossimità al Signore, senza dimenticare una preghiera, un pensiero e un’azione quotidiana di tenerezza alle sorelle ammalate, agli anziani, ai carcerati, alle persone sole ed a tutti coloro i quali nel tempo di vacanza soffrono la solitudine e l’abbandono dei propri cari.