Esercizi spirituali: esperienza di Dio, trasfigurate tra i fratelli.

14 febbraio 2018

Oggi, Mercoledì delle Ceneri, per le Chiese di rito romano inizia la Quaresima, tempo di preparazione alla Pasqua che quest’anno sarà domenica 1° aprile. E nella giornata odierna la nostra famiglia ha dato inizio al primo corso di Esercizi spirituali, riservati alle consorelle e aperti alle religiose di altre congregazioni. La sede è : “Casa di spiritualità San Filippo Smaldone” Via Appia 66 – Formia – Latina Tel. 0771 771117
Per vocazione e missione siamo chiamate a dare risposte di senso là dove operiamo, dove le domande sono esigenti e continue, le ricerche di senso sono intense, talvolta estreme che esprimono la fame di Dio che è, sì, latente, ma anche nascosta sotto un grande vuoto, tanta sofferenza, in conflitto e in solitudine nel modo di confrontarsi con la vita o con la fede. Per questo chi lavora nel campo sociale dell’educazione e della riabilitazione deve apprendere l’arte dell’ascolto.
L’ascolto è già di per sé un modo di prendersi cura, una maniera di occuparsi delle ferite del cuore umano. Una religiosa non è chiamata ad essere un altoparlante, quel che Dio chiede è di essere un’umile antenna, essere il Buon Samaritano di turno. L’amore di Cristo per gli umani è un amore senza riserve, è una misericordia che ci apre alla vastità, facendo leva sui punti di partenza già esistenti, ancorché fragili e insufficienti nel turbinio della vita. C’è tanta sete nel cuore umano. Il cuore, potremmo dire, è uno sconfinato serbatoio di sete. Sete d’amore, di verità, di riconoscimento. Sete di ragioni di vivere, di nuove parole e di relazioni autentiche. Sete di giustizia. Sete di essere ascoltati. Sete di infinito. E Gesù s’identificò con gli assetati. Una delle sue ultime parole sulla croce fu: «Ho sete» ( Gv 19,28).
Dal bisogno della sorella che mi à accanto, a quella del bambino che si apre alla vita, a quella della sorella che è colpita dall’invalidità e dalla malattia: sono forme di essere che mi devono avvicinare al cuore dell’uomo per comprendere il mistero di Dio. Dalla sete alla religiosità, dalla religiosità al mistero di un Dio pazzo d’amore per l’uomo.
Il tema dei corsi dell’anno 2018 s’inseriscono in questo anelito del cuore umano: “Ecco io faccio nuove tutte le cose, non ve ne accorgete”?
E’ un tema molto concreto perché ci aiuta a vivere la fede nel quotidiano, unica dimensione di salvezza. “Oggi è venuta la salvezza in mezzo a noi”. Ecco perché al termine di un corso di esercizi si ritorna nelle comunità e tra le sorelle trasfigurate, in quanto si rivitalizza la spiritualità del quotidiano.