CHIESA: Incontro prossimità misericordia Messaggio GMCS

28 gennaio 2016

Nel Messaggio per la GMCS 2016 troviamo una proposta formativa a realizzare il binomio fecondo tra la Comunicazione e la Misericordia, a fronte alla situazione di “un mondo estremamente complesso e difficile da spiegare”; un mondo attraversato da una “crisi profondissima”, in cui dilaga la globalizzazione di un’informazione superficiale e di parte. Il sopravvento del “disincanto, del “disfattismo culturale e morale” porta l’uomo alla reazione più sconcertante della banalizzazione in cui viviamo, “fenomeno che semplifica tutto e spinge ognuno di noi a essere attratti dalle tesi più congeniali e comode”, che – anche quando risultassero verosimili – non sono necessariamente vere.
L’alternativa a tanto grigiore richiede l’abilità a recuperare e valorizzare “i mille colori che danno sapore alla vita”. Questo senso della vita, che deve essere trasmesso dai media, è il filo conduttore del Messaggio “Comunicazione e misericordia un incontro fecondo”.
Più che opera di navigatori solitari, questa tensione di ricerca di un binomio fecondo è missione della Chiesa intera, il cui tratto distintivo è la comunicazione della verità nella carità. Questo è uno stile – lascia intuire Papa Francesco – che si nutre della memoria di quanto uno ha respirato in famiglia, dove si è amati e apprezzati non in proporzione alle proprie capacità e successi, ma semplicemente per quello che si è. A propria volta, richiede – anche nell’ambiente digitale – quella disponibilità all’ascolto che, per essere tale, sa farsi vicinanza, prossimità, condivisione delle domande e dei dubbi.
Coinvolge, quindi, il cuore; evita la pretesa di voler separare prima del tempo il grano dalla zizzania; alimenta la fiducia che porta a non dar “mai nulla per perduto” e, perciò, a “non spezzare mai la relazione”.
Nella comunicazione la misericordia porta non solo a “scegliere con cura parole e gesti”, ma anche a custodire nello stesso modo quelli altrui. È balsamo che mitiga “le avversità della vita”, favorisce l’incontro e l’inclusione, crea ponti.
Domanda di considerare il mistero dell’altro come la terra santa, per entrare nella quale – richiama il Papa – serve togliersi i sandali, come Mosè davanti al roveto ardente.
Radicati in questa verità – che ha il volto di Gesù Cristo, il Misericordioso – la comunicazione riuscirà a vincere la grande sfida di dare senso alle informazioni e stimolare il cuore e l’intelligenza ad un’azione solidale al fratello.