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Coronavirus: una giornata di preghiera e digiuno

Una giornata di preghiera e di digiuno, mercoledì 11 marzo, per invocare da Dio aiuto per Roma, per l’Italia e per il mondo. A promuoverla è il cardinale vicario per la diocesi di Roma Angelo De Donatis, al termine degli esercizi spirituali con la Curia romana ad Ariccia. In una lettera indirizzata a tutti i fedeli per l'emergenza legata al coronavirus, il porporato scrive: “Pregheremo per quanti sono contagiati e per chi si prende cura di loro; e per le nostre comunità, perché siano testimonianza di fede e di speranza in questo momento”.

Madre: Un invito a vivere con cuore rinnovato la Quaresima

Dal Brasile, dove sono dal 9 gennaio 2020 per la visita canonica nelle comunità dell’America Latina, sento il bisogno di condividere con voi, dilette Sorelle e carissimi laici impegnati nel vari Movimenti smaldoniani, una riflessione spirituale che ci aiuti a vivere bene la Quaresima che sta alle porte e a riflettere sull’evento doloroso che ha colpito l’umanità: il flagello del coronavirus.

Papa: Messaggio per la Quaresima 2020

«Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio» (2Cor 5,20)

Cari fratelli e sorelle!
Anche quest’anno il Signore ci concede un tempo propizio per prepararci a celebrare con cuore rinnovato il grande Mistero della morte e risurrezione di Gesù, cardine della vita cristiana personale e comunitaria. A questo Mistero dobbiamo ritornare continuamente, con la mente e con il cuore. Infatti, esso non cessa di crescere in noi nella misura in cui ci lasciamo coinvolgere dal suo dinamismo spirituale e aderiamo ad esso con risposta libera e generosa.

Papa: Omelia per la XXIV Giornata della vita consacrata

«I miei occhi han visto la tua salvezza» (Lc 2,30). Sono le parole di Simeone, che il Vangelo presenta come un uomo semplice: «un uomo giusto e pio» – dice il testo (v. 25). Ma tra tutti gli uomini che stavano al tempio quel giorno, solo lui vide in Gesù il Salvatore. Che cosa vide? Un bambino: un piccolo, fragile e semplice bambino. Ma lì vide la salvezza, perché lo Spirito Santo gli fece riconoscere in quel tenero neonato «il Cristo del Signore» (v. 26). Prendendolo tra le braccia percepì, nella fede, che in Lui Dio portava a compimento le sue promesse.

Prospettive e segni del futuro nella vita consacrata

Il nostro Dio attua le sue meraviglie nel passato, nel presente e nel futuro. Questa certezza genera speranza e ci dà l'audacia di ricercare la strada promettente per una rinascita della vita consacrata nelle nostre comunità e per uno sviluppo, in una fedeltà creativa, del carisma dell'Istituto religioso.
Si avvertono e si possono leggere dei segnali nuovi, che costituiscono le nuove prospettive di una vita consacrata, a condizione che sappiamo leggere la realtà, non con gli occhi fisici ma con il canocchiale della fede. La realtà è sempre al di là di ciò che si vede.

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